Strumenti di felicità per i lettori incalliti: i segnalibri!

Belli, brutti, di tutte le forme possibili e immaginabili.

Io, lettrice incallita, ne ho una vera passione. Ne prendo uno (o due, o tre…) in tutti i posti che visito e, ogni volta che scelgo quale libro leggere, inevitabilmente mi trovo a scegliere anche quale segnalibro usare. Sono un regalo sempre gradito e vengono sempre dalle persone giuste.

Ho la mia tazza dei segnalibri. Tazza scelta tra tante per questo ruolo, regalo di una carissima amica. E nella tazza ci trovo il segnalibro della Russia, un segnalibro di Moleskine, un segnalibro egiziano e uno con una riproduzione del Bacio di Hayez e un altro con Stanlio e Ollio, poi Berlino, Diamante, Praga. Uno di legno e un altro di Plexiglas. Da qualche parte ne ho uno d’argento a forma di angelo. E tanti, tanti altri…

Altre volte non scelgo e uso un biglietto del treno, un foglio volante, una brochure, uno scontrino. Tutto dipende dal momento, dallo stato d’animo, dalla fretta che ho di uscire e infilare un libro in borsa.


I segnalibri sono regali, ricordi, emozioni…
Mi fanno sentire il libro più familiare, più vicino. Mi fanno arrabbiare se mi dicono che un libro che sto amando sta già per finire, oppure se mi accorgo del loro incerto avanzare tra le pagine.

Io con i segnalibri ci parlo, ci litigo.
Sono il tramite tra me e i libri.
Sono il tramite tra me e la realtà. Mentre sono immersa nel magico mondo di un libro, guardo il segnalibro che ho scelto e la maggior parte delle volte mi ricorda le persone reali che me lo hanno regalato oppure quelle con cui ero quando l’ho comprato e torno con i piedi per terra.
Nel mio personale, affollato e travolgente, romanzo quotidiano.

 

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