righevaghe e i libri

I libri mi piace usarli.
Non leggerli e basta, ma usarli.
Se comincia a piovere e io sono in mezzo alla via a leggere, mi metto il libro in testa e corro.
Se sto bevendo una tazza di the e devo sedermi sul divano e appoggiare la tazza sul tavolino, uso un libro come sottobicchiere, perché c’è sempre qualche libro sparso sul tavolino.

Se mi piace una frase e non ho una matita, la sottolineo con la penna.
Se non ho una penna a portata di mano ci faccio una bella piega, grande e visibile.
Se devo segnarmi un appunto e ho una penna, ma non ho un foglio, la segno sulle prime pagine del libro che ho a portata di mano.

I libri arredano, fanno disordine e compagnia.

Se non siete ancora scandalizzati da questo mio uso violento dei libri, sappiate anche che io i libri li apro ben bene. Non esiste che sto lì scomoda scomoda per non far fare brutti segni nella costola. Se la rilegatura crolla non è colpa mia, vuol dire che hanno sbagliato a farla.
E poi i libri con le pagine un po’ svolazzanti mi fanno tenerezza, li trovo romantici e vissuti.

E, come il buon vino, non li spolvero. Quando cerco un libro dalla libreria e lo trovo e lo tiro fuori, mi piace soffiarci sopra. Come un rito d’iniziazione. E poi perdermi nell’odore della carta mista a polvere.

I libri raccontano storie, ma vivono anche con me, nella mia casa, nella mia borsa. Sono oggetti che colorano la mia fantasia, ma anche la vita reale.

E poi, si sa, alcuni oggetti più si usano, più funzionano meglio.

Ti potrebbero piacere anche questi:

1 commento su “righevaghe e i libri

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.