Ragione & Sentimento di Stefania Bertola

Ragione & Sentimento

Il libro di Stefania Bertola, Ragione & Sentimento, è una riscrittura moderna e ‘stile bertola’ di Ragione e Sentimento di Jane Austen.
Abbiamo la vedova Maria Cristina Cerrato e le tre figlie, Eleonora, razionale, obiettiva e consapevole, Marianna, che crede nell’amore assoluto, senza autoironia e… vergine!, e la piccola Margherita.
Il padre è morto e le ha lasciate senza niente, senza neanche la casa nella quale sono cresciute perché a ereditarla è stato il loro fratellastro, la cui moglie è stronza che più stronze non ce n’è.
Le quattro donzelle sono quindi costrette a darsi da fare per mantenersi, anche se l’unica che sembra avere in mano la situazione è Eleonora, maestra elementare. Marianna e la loro madre non hanno assolutamente idea di cosa significhi rimboccarsi le maniche. Margherita, beh, è troppo giovane.

Ma cosa succede quando tra le protagoniste di un libro ci sono due giovani ragazze in età da marito? Succede che l’autrice ci infila l’uomo più o meno perfetto, se non fosse che ha un segreto da nascondere, per Eleonora, che però all’amore non sa se crede. E due uomini per niente perfetti per la bellissima Marianna, che, poverina, non l’ha proprio capito com’è che va il mondo.

E così, tra equivoci, scappatelle, passioni, bugie, tentati suicidi con l’enterogermina, personaggi che sembrano super finti ma che poi a pensarci bene anche no, e l’intelligenza della Bertola, il suo stile ironico, e anche abbastanza autoironico, divertente e pungente, Ragione & Sentimento versione 2014, ambientato in una Torino dove tutti si conoscono e “quello che non si fa non si sa”, si sviluppa e prende forma.

Un libro sull’amore, o sulla mancanza dell’amore, o su come non ci capiamo niente di amore. Godibile, simpatico, leggero.
È un libro da prendere per quello che è, apprezzando la nostra Stefania Bertola, secondo me una scrittrice bravissima. Che non racconta di principi azzurri che combattono draghi e nemmeno di milionari trentenni che regalano Audi A3. Non ci sono scene plateali e finali strappalacrime, lei racconta l’amore con tutto il fastidio che questo può darci. E con tutta l’ironia che dovremmo davvero metterci. E lo fa benissimo.

Mi sono chiesta: era necessario un ‘remake’ di Ragione e sentimento? Era necessario andare a scomodare la Austen?
Forse spostare un po’ l’attenzione sugli altri libri di questa scrittrice e mettere da parte il trito e ritrito Orgoglio e pregiudizio non è una cosa tanto negativa. Anche se io ammetto di preferire Persuasione, tra tutti il più maturo e nostalgico.
E d’altro canto, forse, questo libro della Bertola non lascerà tracce ma… sapete cosa? Ho passato un pomeriggio in compagnia di questi personaggi strampalati, dove alla fine tutto è andato bene e mi sono divertita. E certe volte solo questo conta.

Ovviamente, questo libro è per le amanti di Jane Austen, per quelle che non si prendono troppo sul serio. Per chi ama la Bertola e da anni ride con lei. Per chi ha voglia di passare qualche ora in allegria. No, senza sognare, perché Stefania Bertola racconta storie d’amore, sì, ma ha la capacità di farci stare sempre con i piedi per terra, dicendoci che l’amore non è sempre rose e fiori, forse non lo è mai. E molte di noi, e anche molti di noi, hanno proprio bisogno di sentirselo dire.

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