Ragazze mancine di Stefania Bertola

ragazze mancine

Adele viene mollata dal marito di punto in bianco. Non ha mai lavorato in vita sua e così si trova sola, povera e costretta a prendere delle decisioni. Una di queste sarà: trovare un altro uomo ricco da sposare.
Eva invece non fa altro che lavorare senza mai vederne davvero i vantaggi. È una mamma single e deve badare a sua figlia. Vive alla giornata, ottimista e allo sbaraglio.
Complice un medaglione ‘portafortuna’ e una ricca torinese viziata e prepotente, Adele ed Eva si incontrano e cominciano una sgangherata convivenza.
Sempre a causa del medaglione incontrano Cristiano e Tommaso, mandati dalla loro mamma, una ricca torinese, a recuperarlo, perché era originariamente suo.

E via con equivoci, liti, intrecci che più intrecciati non si può, fino all’inevitabile lieto fine.
A me Stefania Bertola piace molto. Per lo stile: pulito, brillante, ironico. Per come crea i suoi personaggi, nei quali, vuoi o non vuoi va a finire che mi identifico sempre un po’. Mi piace perché scrive romanzi che sono leggeri ma non superficiali. Romanzi corti solitamente che ti fanno compagnia. Ti riposano, come quell’amica di cui hai proprio bisogno quel giorno che esci dal lavoro e vuoi solo una spalla su cui piangere. È allegra, mai esagerata, non cerca di essere poco femminile e poco ‘rosa’ per darsi un tono. Le storie che racconta, per quanto zeppe di stranezze e colpi di scena in realtà poi trasudano quotidianità. Perché può succedere davvero che tuo marito se ne scappi con una bielorussa e che si possa restare incinte senza sapere bene di chi. O che ti ritrovi con una mamma prepotente ed egoista e un fratello mezzo delinquente. Inutile fare gli ingenui.
È che lei lo racconta, ti fa ridere, però poi tu dici “Eh, già. È capitato anche a…”

Forse Ragazze mancine, edito da Einaudi, non è il suo romanzo più bello, forse un po’ troppo frettoloso e qualche personaggio non mi è risultato troppo simpatico: alcuni aspetti della stessa Adele, per non parlare di Tommaso, per esempio. Mi era piaciuto tanto Biscotti e sospetti che poi ha ispirato il mio post sul torrone.
Ma si sa, poi dipende tutto dalle aspettative. Io cercavo una lettura cuscinetto, che mi mettesse addosso un po’ di allegria e leggerezza. Aria fresca. E la missione è compiuta.

Un libro per l’estate? Sì.
E per chi trova tesori sulla spiaggia o in persone che mai avrebbe pensato.
Per chi non ha voglia di analizzare, giudicare, solo godersi qualche pagina d’amore.

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