Pulvis et umbra di Antonio Manzini

In Pulvis et umbra, il settimo capitolo delle avventure di Rocco Schiavone, il vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini ed edito da Sellerio, succedono tantissime cose.
Rocco ha a che fare con due omicidi: la morte di una trans, caso che nasconde una storia che mette in seria difficoltà la sua squadra; e la morte di uomo a Roma, che viene collegata a lui.
Nel frattempo… dov’è Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele?
Poi conosciamo Gabriele, l’adolescente vicino di casa di Rocco che ha proprio bisogno di lui e scopriamo qualcosa di più su Caterina Rispoli, per la quale, si sa, Schiavone sente un’attrazione speciale.

E poi basta, non posso dirvi più niente, come tutti i libri della serie, se non avete letto quelli prima, dubito che riuscirete a capirci qualcosa ora e, se li avete letti, non voglio certo essere io a rovinarvi la sorpresa.

Però… che colpi di scena in questo libro! E quanta amarezza e tristezza alla fine! come faremo noi “schiavonegroupies” ad aspettare ora il prossimo capitolo?

Manzini ha messo talmente tanta carne a cuocere con Pulvis et umbra che il prossimo sarà sicuramente esplosivo. Tra le pagine troviamo tanta tenerezza, ma anche tanti tradimenti e alcuni punti cardine della vita di Rocco si spostano un po’. Chissà come e se verranno messe a posto le cose.

Le ultime pagine poi, quando ho iniziato a capire insieme a Rocco quello che stava succedendo, sono state uno shock. Riga dopo riga, un colpo al cuore.
Non resta che aspettare, però, e sperare che Manzini, a un certo punto, decida di dare un po’ di pace a questo personaggio.

Tutto si stanca, Lupa, si consuma e non torna più come prima. Mi guardi, con la lingua di fuori, e siamo soli io e te, un’altra volta, e sei tu che mi devi dare coraggio, amica mia, perché io non ce l’ho più.

È bravo Manzini, eh! Io come faccia ad avere ancora così tanta bellezza da scrivere su Rocco Schiavone e tutti i personaggi che gli girano intorno proprio non lo so. Ogni volta ho paura di essere arrivata alla fine e invece no, finisco col volerne sempre di più.

La mia cotta per Schiavone è ancora lì, viva e vegeta e i libri di questo vicequestore un po’ stronzo, sincero come la morte e con la sua personale etica, occuperanno ancora per un po’ un posto speciale nella mia libreria e nel mio cuore di lettrice.

Ovviamente questo libro è per i fan sfegatati.
Se non lo siete e non avete paura di diventarlo e volete leggere dei bei libri, cominciate da Pista nera, ve lo consiglio vivamente.

 

Ti potrebbero piacere anche questi:

Comments

comments

Rispondi