Prendi la DeLorean e scappa

il 2015 è l’anno del futuro nel quale Doc e Marty McFly si recano nel secondo film della trilogia di Ritorno al futuro, un film cult che tutti noi abbiamo visto almeno una volta e che se non è così… beh… boh… è strano.
Sono passati trent’anni, il 2015 è arrivato e se proprio le cose non sono come le hanno trovate Marty e Doc, sicuramente una cosa è successa: nessuno si è dimenticato di quei film.
Nemmeno la Las Vegas Edizioni che, con Prendi la DeLorean e scappa, un’antologia di diciotto racconti, celebra la trilogia di Zemeckis.

Prendi la DeLorean e scappa

I racconti sono tutti ispirati, se non proprio ai film, al tema principale: la capacità di viaggiare nel tempo.
Tutti ci siamo chiesti almeno una volta “se potessi tornare indietro…“, tutti abbiamo detto “chissà come sarò tra 30 anni“, ecc. ecc. E questi racconti, tutti italiani, fanno proprio questo. Ogni scrittore, a modo suo, ha omaggiato Ritorno al futuro, Marty, Doc e la mitica DeLorean.

Si parte dalle mutande famose di Marty e da come queste abbiamo influenzato tutta la vita del protagonista del primo racconto, si passa tra morti evitate, storie d’amore mai cominciate, vite rovinate. Incontriamo un musicista folle che viaggia nel tempo per rubare la musica ancora non scritta; un criceto che in nome di uno scherzo diventa vittima sacrificale; un Robert Louis Stevenson che sta pensando di scrivere L’isola del tesoro; un depresso che pensa di tornare indietro nel tempo per evitare di nascere; un killer del tempo, che uccide la stessa donna per quattordici volte; un triste quarantacinquenne alle prese con una promessa fatta a quindici anni, quando è uscito il film; un super tifoso della Fiorentina che si perde la stagione più importante; un giovane uomo che usa una Panda, invece della DeLorean, per tornare indietro nel tempo. E così via…
Personaggi folli, visionari, divertenti, tristi, normalissimi. Viaggi nel tempo, nei ricordi, nei rimpianti. Situazioni surreali e paradossali, ironiche, piccoli e grandi drammi.

In Prendi la DeLorean e scappa ce n’è per tutti. Molti stili, molte voci, infinite sfumature. Ed è inevitabile che qualche racconto piaccia più di un altro. Roberto Gagnor e Michela Cantarella mi hanno affascinata con il loro “c’è sempre tempo, per non diventare un Biff“. La promessa di Paolo Zardi è un racconto triste, ma vero; molto molto bello. Un uomo morto sul due a zero di Daniele Pasquini è un racconto che rileggerò più volte, perché al di là della sfiga del protagonista, ci dice davvero che quello che è perduto è perduto davvero e nessun dvd o articolo di giornale potrà ridartelo. Erase/Rewind di Andrea Malabaila, che ha anche curato il libro, racconta che neanche un viaggio nel tempo può cambiare il destino se deve essere quello. E, infine, Caro M. di Eva Clesis è il racconto che segna la “caduta dell’eroe“: divertentissimo e dissacrante. Mia nonna lo avrebbe riassunto con un semplice e diretto “chi fa ‘o ben’ mor accis“, nel senso che puoi fare tutto il bene che vuoi, mosso dalle più alte motivazioni, ma ci sarà sempre qualcuno che non è contento e ti rinfaccerà tutto.

Prendi la DeLorean e scappa

Prendi la DeLorean e scappa è un libro che racconta tante vite e, indipendentemente da quanto si sia appassionati dei film che celebra, fa compagnia. In realtà Ritorno al futuro è solo il punto di partenza, perché ogni scrittore che ha partecipato alla raccolta ha creato il suo personalissimo gioiellino dove l’unico protagonista è il tempo. Che scappa, che ammazza, che cambia, che non si fa riacchiappare mai. Nonostante Zemeckis e i suoi mitici film.

Un libro per l’amico nerd che vuole qualcosa di diverso, per chi si annoia a leggere romanzi (troppo lunghi!), per chi ha fatto della DeLorean un mito, e per chi, almeno una volta nella vita, vorrebbe tornare indietro o andare avanti e farsi beffe del tempo che passa.

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