Pillole dal call center. Raccolta #3

Queste sono davvero le ultime pillole dal call center!

Prendetele e godetevele. Nel frattempo, sto pensando a qualcos’altro per farvi ridere. Oltre alla promessa di ritornare a parlare più spesso di libri!

call center

“Nella parte destra dell’impegnativa, appena sopra il timbro e la firma del medico ci sono delle caselle con delle lettere, le vede?”
“Sì.”
“Il medico ha barrato una di queste lettere?”
“Sì.”
“Quale?”
“300.”
“…”

“Signora, per questo esame deve arrivare con la vescica piena.”
“Vescica piena?”
“Sì.”
“Ma di acqua?”
Metto il mute: “… no, di vino, signora.”
“Di vino?”
… ovviamente, per sbaglio, il mute non l’ho messo: “Ehm… No, mi scusi, era una battuta. Certo che deve essere acqua, signora”.
“Ah. Di acqua allora?”
“Sì. Acqua.”
“Non di vino?”
“…”

“Prenotazioni, buongiorno.”
“Senta, ma se io vi richiamassi oggi pomeriggio verso le quattro e mezza, per quando mi dareste un appuntamento per un’ortopanoramica?”
“… ho capito bene? Vuole sapere che posti avrò oggi pomeriggio alle quattro e mezza? Quelli che ho ora non le interessano?”
“No, ora è presto.”
Ooook. Aspetta che vado a prendere la sfera di cristallo che per sbaglio l’ho lasciata in borsa.

“Il primo posto disponibile ce l’ho il 17 dicembre.”
“Il 17?”
“Sì.”
Volume più alto: “Il 17?”.
“Sì.”
“Lei è pazza.”
tu tu tu tu

Boh.

“Mi legga la richiesta con precisione, per favore.” Silenzio.
“Pronto?”
“Sì?”
“Mi legga la richiesta con precisione, per favore.”
Silenzio.
“Pronto? Signora?”
“Sì, sono qui. ”
“E mi legga la richiesta.”
Silenzio.
“Signora, ce l’ha la richiesta?”
“Sì”
“E mi può leggere richiesta e diagnosi?”
“Ce l’ho.”
“Ok. E mi legga quello che c’è scritto.”
Silenzio.
“Signora?”
“Io non capisco.”
“Cosa non capisce?”
“Perché devo leggergliela.”
“Me la deve leggere perché purtroppo, anche se lo vorrei molto in questi momenti, non ho superpoteri che mi permettono di vedere attraverso il telefono e se non so cosa c’è scritto non posso prenotare niente.” “Ah.”
“Già.”
“E allora ora gliela leggo.”
“…”

“Il primo posto c’è il 2 dicembre alle 14.”
“Il 2 dicembre? Il 2 DICEMBRE? Ma che vergogna! È praticamente l’anno prossimo!”
“No, signora, è ancora in questo anno e fra poco più di un mese.”
“Ah, sì?”
“Sì.”
“Ma perché oggi che giorno è?”
“Il 27 ottobre, signora.”
“Ah sì?”
“Sì.”
“Allora il 2 dicembre va benissimo!”
“…”

“Guardi, ho un posto venerdì 24 alle 10.30.”
Voce scandalizzata e irritata:”Non se ne parla proprio! Il venerdì mattina io vado a fare la spesa”.
“Lunedì 3 novembre alle 14.00?”
“Noooo, il lunedi io non esco!”
“… martedì 5 alle 9.00?”
“Così presto? … certo che non venite proprio incontro alle persone.”
“…”

“Mi dà il nome e il cognome per confermare la prenotazione?”
“Sì, certo. Glielo spello?”
“…”

“Salve, dovrei prenotare una radiografia al cranio e ai seni paranasali.”
“Mi legge anche il quesito diagnostico?”
“Epitaffi.”
“…”
Questa è una finezza.
Ma quanto ho riso.

“Allora, nella parte destra dell’impegnativa, appena sopra lo spazio dedicato al timbro e alla firma del medico ci sono delle caselle con delle lettere, le vede?”
“…No. Dove?”
“Lo vede il timbro del medico?”
“Sì, è il dott…”
“No, signora, non mi interessa quello, voglio solo sapere se vede le lettere.”
“…ehm… tutte quelle crocette?”
“… ah… proprio accanto, a destra, le vede le lettere? U B D P?”
“Mm… no, non c’è niente.”
“… lei vede le crocette ma non lettere?”
“Le lettere? Quali lettere?”
“…”

“Prenotazioni, buongiorno.”
“Buongiorno, sono ‘me’.”
“…”

“Per favore, mi faccia lo spelling.”
“D di dado, E di Spagna.”
“E di Spagna? Facciamo che è E come Empoli?”
“Sì, può essere.”
“…”
Può essere che? Ma perché?

“Mi dà un indirizzo mail, per favore?”
“Sì. Reeeeis…”
“… ??? me lo scandisca con i nomi di città, per favore.”
“Eh? Rrrrrrrrr eeeeeee esssss…”
“… I nomi delle città, R come Roma?”
“Sì.”
“La E l’ho capita, poi? S di Savona?”
“No… Es.”
“Es? … Mi scusi, ma non ho capito.”
“Es… Es… le mazzarelle incrociate! La croce… ecco ecco: il ‘per’!”
“… il per… la X quindi?”
“Sì, la Es (!!!), il ‘per’!”
“…”

“Prenotazioni, buongiorno.”
“Buongiorno signorina, io vorrei prenotare il più presto possibile una vista specialistica alle orecchie e una pulizia dell’orecchio con un odontoiatra.”
“…”

Prenotazioni, buongiorno.”
“Buongiorno. Io avevo fissato per il 29 luglio una visita genetica, ma non sono venuta per un imprevisto, quindi la devo spostare.”
“Se la data è già passata, signora, non si deve spostare, si deve fissare un nuovo appuntamento.”
“Ah, sì?”
“Sì. Quindi mi legga l’impegnativa, per favore.”
“E perché non si può spostare?”
“…”
Questioni da macchina del tempo.
O di italiano.

“Salve, devo fare una visita otorina!”
“Sì, buongiorno, mi legga l’impegnativa con precisione, per favore.”
“Visita otorina.”
“… mi legga la diagnosi.”
“Privata.”
“… la vuole fare a pagamento?”
“No, col ticket.”
“E allora mi legga la diagnosi.”
“Privata.”
“C’è scritto ‘privata’?”
“No, è barrata la P. Vuol dire ‘privata’, no?”
“…”

“Prenotazioni, buongiorno!!
“Buongiorno, salve, volevo sapere se il campione delle urine va consegnato 2 ore prima della raccolta.”
“…”

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