Panorama di Tommaso Pincio

Ottavio Tondi è un lettore puro. Anzi, è ‘il’ lettore. Lui, a differenza di tutti gli altri, non ha nessun romanzo chiuso nel cassetto. Scrivere non gli interessa, legge e basta. Questa sua passione diventa una professione e poi lo porta alla fama quando scopre, tra manoscritti e manoscritti abbandonati nella casa editrice per cui lavora, un libro che, scritto da una misteriosa autrice che vuole restare anonima (ogni riferimento a cose e persone qui per me non è affatto casuale), raggiunge un successo stratosferico. La fama di Ottavio però scema inesorabilmente dopo un avvenimento grave. A essere duramente colpiti e cambiati sono sia la sua vita che il mondo dell’editoria. A un certo punto nessuno legge più, le librerie chiudono, le case editrici anche, e i ‘lettori’ sono visti come ‘nemici’.
Ottavio, allora, che non riesce più a leggere, si ritrova a dover riorganizzare, risistemare la sua vita e, grazie a Mario Esquilino, scopre Panorama, un social media che ha delle regole rigidissime (non ci si può disiscrivere, deve essere pubblicato un contenuto al giorno, deve essere puntata la webcam su una vista della propria casa, ecc. ecc.). Qui entra in contatto con Ligeia Tissot e se ne innamora. E da lì, ancora una volta, la vita di Ottavio subirà delle forti scosse.
Ci sono altri personaggi nel libro, il direttore editoriale, Maddalena, Loretta Buia, lo stesso narratore e il fondamentale Mario Esquilino. Tutti girano e rigirano intorno a Ottavio e alla sua vita e contribuiscono all’evoluzione della storia.

La trama è davvero molto più complicata di così, ma sennò vi tolgo tutto il divertimento.
Panorama di Tommaso Pincio è formato praticamente da due parti: la parte del lettore e la parte del ‘social addicted’, che poi, come si legge nel romanzo stesso, Panorama, il social, non è altro che un’evoluzione dell’idea di letteratura che ha proprio Ottavio.

In quel piacere spasmodico di osservare le vite degli altri non si realizzava forse la sua idea di letteratura, origliare e sbirciare? E quelle lotte di insulti, quello spietato denigrare, quella sete di annientare l’altro, quelle crudeltà dal sapore quasi primitivo, non erano forse una forma di epica, una nuova guerra di Troia?

Quindi le due cose sono fortemente legate, con la differenza che nella seconda parte c’è anche un Ottavio ‘scrittore’. Scrive a Ligeia, scrive sul social le sue Memorie delle cose lette prima di dire mi addormento e scrive i Quaderni del letto, che sono gli oggetti che vede via via sul letto di Ligeia, che è la vista scelta dalla ragazza per il suo profilo. Diciamo che ha un ruolo un po’ più attivo rispetto a quello del ‘semplice’ lettore.

Panorama

Panorama è tante cose. È un libro che parla di un uomo che non riesce a fare a meno della parola scritta; un uomo che però è al contempo solo, isolato nel suo mondo di letture. Anche una cosa intima come il sesso viene risucchiata dalla lettura. È un libro che sembra fare un quadro quasi apocalittico della situazione editoriale italiana. È una critica? Una previsione? Un libro che porta all’esasperazione l’uso dei social media e delle ripercussioni che possono avere sulla nostra vita, che viene lanciata in pasto a osservatori passivi o decisamente troppo aggressivi se tentiamo un’integrazione. Un libro che parla del non coraggio di amare. Perché Ottavio Tondi si preclude questa possibilità.

Panorama non è un libro per tutti. Sì è per i lettori ‘fortissimi’ che in un certo senso si identificheranno, ma non è un libro facile. È un libro che parla di futuro, di solitudini, di tempi e luoghi che sembrano lontani ma che poi in realtà ci appartengono già. È un libro pervaso da citazioni, riferimenti colti e nostalgia. Sinceramente credo di non aver colto tantissime sfumature che forse mi avrebbero permesso di capirlo meglio. Una bella lettura, certo, perché la narrazione di Tommaso Pincio non fa una piega, ti porta a dover leggere fino alla fine, con una semplicità che, se non è in quello di cui narra il libro, sta però tutta nello stile.
Mi è piaciuto Panorama, ma lo consiglierò a poche persone scelte, sì, proprio come dice la quarta di copertina: a quelli che parlano coi personaggi dei libri e che, infilato un libro in tasca, camminano poi senza meta.

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2 commenti su “Panorama di Tommaso Pincio

  1. I miei zii me lo avevano regalato per il compleanno (avevo dato loro una lista da seguire, ed erano arrivati a casa con Panorama e Il silenzio del lottatore). Appena scartato il pacchetto, mi son messa subito a leggerlo, anzi divorarlo, e in poche ore era già finito. Ero appena tornata da Roma e probabilmente questo ha influito molto sul mio giudizio. Mi era piaciuto tantissimo. Comunque concordo con te, non è proprio un libro per tutti, non per essere snob ma perché l’argomento non è detto che interessi tutti. Io credo che in futuro lo rileggerò per cercare altri messaggi nascosti tra le righe 🙂
    Claudia

  2. Sì, anche io mi sono proposta di rileggerlo. Perché davvero sento di non averlo capito completamente. Comunque sia,
    è un bel libro.

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