Mi servono gli asciugamani!

Le persone normali quando hanno bisogno di asciugamani cosa fanno?
Vanno all’Ikea, quelle più chic da Zara home o da Bassetti o da Gabel o Caleffi, o dal cinese, ecc. ecc.

Io faccio un’altra cosa.

Chiamo mia mamma dicendole: “Mamma, mi servono degli asciugamani nuovi! Però non esagerare, ti prego.”.
Mia mamma, non va all’Ikea o da Zara home o da Bassetti o da Caleffi o dal cinese, ecc. ecc.
Mia mamma chiama mia sorella.

Mia sorella, a quel punto, fiera, orgogliosa e combattente, non va all’Ikea o da Zara home o da Bassetti o da Caleffi o dal cinese, ecc. ecc., ma si rimbocca le maniche, si lega i capelli, si mette una fascia antisudore, fa stretching, esercizi di respirazione vari, prende le chiavi e comincia la discesa verso le segrete di casa Del Prete.

Apre la porta secolare di una stanza con armadi altrettanto secolari, tossisce, lacrima e sospira, a causa di polvere e vecchi merletti e tira fuori il materiale a lungo conservato e, ebbene sì, venerato.

Dopo un’accurata selezione, scartando camicie da notte monacali, con fiocchi, pizzi e aperture per allattare, lenzuola di lino “vero!”, gialle che più gialle non si può, tovaglie ricamate dalle suore cieche della Romania (mi pare che ve l’avevo già raccontata ’sta storia delle suore cieche…), asciugamani di tela per i culetti delicati dei neonati, mamma e sorella arrivano a un compromesso. Io ovviamente non faccio parte dell’equazione.

Dopo un’ulteriore battaglia per trovare la giusta scatola, il giusto corriere, il giusto nastro adesivo, il giorno perfetto con la luna giusta, venere in plutone e cinque minuti di tempo, mi manda il pacco.

Che è appena arrivato a Trieste.
Portato su da un corriere che mi ha fulminata con lo sguardo quando, vedendolo affannato per le scale, gli ho chiesto ingenuamente: “ma è così pesante?”.

Ho preso un coltellino e l’ho aperto.
E io mi ritrovo con:
3 teli male degli anni Ottanta. Tra cui uno della Ferrari che più rosso non si può.
Una serie infinita di asciugamani di tutte le specie con merlettini e puttini.
Una tovaglia e degli asciugamani di Natale. …
2 tovaglie rotonde (che secondo me appena mia mamma ha sentito che avevo il tavolo rotondo si è emozionata! Una rarità!) con numerosi e utilissimi tovaglioli.
Altre tovaglie, credo.
Degli asciugamani con i fiori, decenti, molto anni Ottanta pure loro. Peccato per il lilla.
E, dulcis in fundo, un vestito senza maniche di spugna, con fascia di spugna per i capelli annessa … non so bene a cosa serva, ma credo che userò la fantasia.

spugna

Mia mamma è un mito, solo solo per la passione che ha messo negli anni per raccogliere tutte queste cose. Va rispettata, anche queste cose sono demodé, lilla e con i merletti, perché lei, 30/20 anni fa non poteva saperlo che sarebbe arrivata l’Ikea. E non poteva immaginare di avere una figlia femmina che odia il lilla e i merletti.
Mia sorella è ancora più mito, perché ha mediato bene tra me e lei e ha lavorato per me.
E io sono contenta, e intenerita da tutte queste cose, che mi faranno pensare sempre a mia mamma, quotidianamente.
Non bisogna mai sottovalutare le segrete di casa. E poi, a caval donato…

L’Ikea se ne farà una ragione.

asciugamani

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