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Mi attacco al tram. Vecchi fidanzati a Vigevano negli anni Ottanta

Tram 12, Milano, salgo, mi siedo e apro il libro.
È metà mattina, in giro ci sono io, le casalinghe e i pensionati. Nonostante ci metta tutto l’impegno per farmi i fatti miei, certe cose vanno sentite per forza. La gente ti impone i cazzi suoi. È universalmente noto. Quelli che urlano al telefono, quelli che raccontano tutto alle amiche in un bus pieno, ocheggiando e ridacchiando.
Alcune cose vanno semplicemente ignorate, altre sono delle lezioni di vita. Più o meno.

Due signore di mezza età si siedono davanti a me.
Immaginate le voci, gli accenti, immaginate i vestiti, immaginate i capelli tinti e ritinti. Tutti i giorni vedete persone così.
«Ma che giro fa questo tram?»
«Mah… cambiano sempre, non si capisce più niente.»

Sono sicura che questo tram faccia lo stesso giro da almeno 4 anni…

«Ah, non ci sono più i mezzi pubblici di una volta.»
«La città è cambiata. Sporca, piena di stranieri, che devi avere paura pure di andare a fare la spesa a mezzogiorno!»

A quanto pare non c’è niente di interessante da sentire, niente da imparare. Si prospetta il solito pippone da insoddisfazione sociale.
Provo a riconcentrarmi sul mio libro, Agassi mi sta raccontando dell’ennesima sfida contro Sampras.

«Prima c’erano anche la notte.»

La notte? E i mezzi che vanno di notte ora sono per bellezza? Per dare un senso di vissuto?

«Negli anni Ottanta era tutto più bello.»
«Già.»

Aspettate, mi sono persa il momento in cui abbiamo cominciato a parlare degli anni Ottanta.
… Gli anni Ottanta?

«Ora invece Milano è invivibile.»
«Questi mezzi sono sporchi, il servizio è inefficiente.»
«Ma gli anni Ottanta…»

Continuo a non cogliere il nesso tra i mezzi pubblici e gli anni Ottanta. Sono troppo presa a immaginarmi la signora con le spalline e il ciuffone.

«Avevo un fidanzato all’epoca. Si è sposato ed è andato a vivere a Vigevano. Dice che è così bella, così tranquilla. Proprio a misura d’uomo. Quante scorribande io e lui negli anni Ottanta. Hi hi hi.» (risatina piena di sottintesi, per essere chiari.)
«Così sta a Vigevano?»
«Sì, ma prima stava a Milano, ed era bella Milano. Vigevano… un vero e proprio gioiellino. Col castello, il duomo, la torre del Bramante…»

Vecchi fidanzati a Vigevano, questa discussione si fa sempre più intrigante. Se non fosse per gli anni Ottanta…

«Negli anni Ottanta ci si divertiva.»
«Sì, andavamo in giro solo coi mezzi, mica avevamo la macchina…»

Terza illuminante voce, una signora che evidentemente ha ascoltato tutto, come me, e non ha pensato, come me, che se il fidanzato degli anni Ottanta è andato a vivere a Vigevano, sposando un’altra, qualche motivo ci sarà:
«Negli anni Ottanta era carnevale tutti i giorni.»

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2 commenti

  1. febbraio 9, 2013    

    Forse è x questo che mi piacevano gli anni ottanta: per il carnevale! Mi hai riportato alla mente i miei giorni da pendolare sita…erano proprio così!

  2. febbraio 10, 2013    

    Forse è per questo che mi piacciono gli anni Ottanta, per il Carnevale XD
    Mi hai riportato lla mente i miei giorni da pendolare sita…erano proprio così!

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