Come si scrive e come si dice. La Lira di Dio costa l’Ira di Dio!

Non credevo che fosse possibile, e invece sì. Qualche giorno fa ho chiesto sulla mia fanpage un aiuto con la ricerca di errori ricorrenti ed ‘equivoci’ sulle parole o su espressioni e la lettrice Elisa mi ha detto che ci sono persone che pensano che sia «lira di Dio» l’espressione corretta e non «l’Ira di Dio».

Ho fatto un po’ di ricerche qua e là, su internet con qualche amico, parente, ecc. ecc. e… sì, è vero. C’è chi usa l’espressione «costa una lira di Dio!» e non «costa l’Ira di Dio!».

Vi do due minuti per riprendervi. O per farvi qualche domanda se siete tra quelli della “lira”.

Fatto?
Ecco. Giuro che sarò breve.

Si dice «l’Ira di Dio». Perché?

l'ira di Dio

Partiamo dal significato della parola «ira». Treccani dice: Sentimento per lo più improvviso e violento, che, provocato dal comportamento di persone o da fatti, circostanze, avvenimenti, tende a sfogarsi con parole concitate, talvolta con offese, con atti di rabbia e di risentimento, con una punizione eccessiva o con la vendetta, contro chi, volontariamente o involontariamente, lo ha provocato.

Wow, una parola così piccola per un significato tanto grande, non è affascinante?

Però, tornando a noi, per quanto riguarda Dio, le cose cambiano. Facendo altre ricerche e chiedendo alla mia amica Maria Rosaria che di queste cose ne sa un po’ più di me, ho scoperto che, biblicamente parlando, l’Ira di Dio non è mai incontrollata e involontaria, non è propriamente un ‘sentimento’: è una reazione forte al peccato umano, ma sempre giusta.  Visto che quando Dio si arrabbia lo fa per bene (vedi Diluvio universale, per esempio), la sua ira è grande, catastrofica e visibile, e violenta contro chi la merita. Da qui l’espressione «costa l’Ira di Dio», cioè qualcosa che, quando accade, è talmente immensa e potente che non può avere valore, non può essere quantificata in nessun modo. Per rendere meglio l’idea, vi faccio leggere cosa dice Isaia nella Bibbia:

Ecco il nome del Signore venire da lontano,
ardente è la sua ira e gravoso il suo divampare;
le sue labbra traboccano sdegno,
la sua lingua è come un fuoco divorante.
Il suo soffio è come un torrente che straripa,
che giunge fino al collo,
per vagliare i popoli con il vaglio distruttore
e per mettere alle mascelle dei popoli
una briglia che porta a rovina.
(…)
Il Signore farà udire la sua voce maestosa
e mostrerà come colpisce il suo braccio
con ira ardente,
in mezzo a un fuoco divorante,
tra nembi, tempesta e grandine furiosa.
Poiché alla voce del Signore tremerà l’Assiria,
quando il Signore percuoterà con la verga.
Ogni colpo del bastone punitivo,
che il Signore le farà piombare addosso,
sarà accompagnato con tamburelli e cetre.
Egli combatterà contro di essa con battaglie tumultuose.
(…)
Profondo e largo è il rogo,
fuoco e legna abbondano.
Lo accenderà, come torrente di zolfo,
il soffio del Signore.
(Isaia 30, 27-33)

Sembra chiaro e semplice, no? Anche un po’ spaventoso a dire il vero. Non me ne vogliano gli studiosi che spendono tempo e parole su questo argomento che io ho liquidato in tre righe, ma il punto non è la questione religiosa, né il fatto che uno ci creda o no. Spiegare l’Ira di Dio mi serviva solo per far capire perché si dice «costa l’Ira di Dio» e non «lira di Dio».

Non esiste nessuna “lira” di Dio, nessuna moneta così preziosa che Dio usa in paradiso e che noi umani non possiamo permetterci, se è questa l’idea di base. Però, devo ammettere, il collegamento coi soldi, per chi non ha mai fatto catechismo e non ha mai sentito parlare dell’Ira di Dio, potrebbe essere quasi naturale. È anche carina l’idea di una moneta divina. Ma, no, non c’entra niente. Mi dispiace.

Dio si arrabbia, non usa monete fuori corso.

Ah… e non c’entra nemmeno lo strumento musicale che, devo essere sincera, è stata la prima cosa che mi è venuta in mente.

Le fonti per questo post sono state sostanzialmente queste:
Maria Rosaria, che ringrazio. Voglio anche dirle di stare tranquilla: quando tornerò a essere scema e a non parlare di Bibbia, ricomincerò a chiamarti con i soliti soprannomi secolari.
Questo sito.
E Wikipedia.

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