La donna dal taccuino rosso – Antoine Laurain

Mentre sta rientrando, dopo una serata fuori, Laure viene scippata e batte la testa. Senza borsa, chiavi, cellulari e soldi si rifugia confusa nell’albergo di fronte casa sua e la mattina dopo viene ritrovata in coma. Intanto, la sua borsa rubata viene abbandonata per strada e viene trovata da Laurent, che fa il libraio. Laurent porta la borsa a casa sua e, dagli oggetti che trova dentro, capisce subito che Laure è una donna speciale. E vuole trovarla. Ma tra una molletta per i capelli, del profumo, un fermaglio, una penna, dei sassolini, dei dadi, un romanzo di Modiano con dedica, un portachiavi, una ricetta strappata da una rivista, ecc. non sembra esserci nessun indizio che lo aiuti. Neanche nel taccuino rosso, in cui la donna ha scritto i suoi “mi piace” e le sue paure, i suoi sogni.

Comincia una ricerca con ben pochi indizi, ma riesce a trovarla. E quando la trova, grazie all’insistenza e all’aiuto della figlia adolescente, allo stesso Modiano e a uno scrittore che legge i geroglifici, non può fare a meno di entrare nella sua vita. Grazie a un equivoco da lui assecondato si ritrova a badare a Belfagor, il gatto di Laure, mentre lei è ancora in coma.

Quando Laure si sveglia dal coma, Laurent scompare. Sente di aver fatto troppo per per manipolare il destino. Di essere stato fin troppo invadente. E a quel punto inizia la ricerca di Laure, che si chiede chi sarà mai il libraio che le ha restituito la borsa e che è stato parte della sua vita per qualche giorno mentre lei era incosciente. Il legame è creato, ormai Laure e Laurent, anche senza essersi mai incontrati, hanno una ‘loro’ storia.

la donna dal taccuino rosso

La donna dal taccuino rosso si legge molto velocemente e, se non si sta attenti, si rischia di scivolare tra le pagine senza coglierne la vera bellezza. Una storia d’amore tra le vie di Parigi, sapessi che novità… Ma noi qui non viviamo la storia d’amore, qui leggiamo il legame speciale che si crea tra i due personaggi senza che questi ne siano consapevoli. Leggiamo la capacità che abbiamo di disegnarci e condividerci attraverso le cose che possediamo. Leggiamo, nelle prime pagine, la confusione nel riconoscere che senza quei piccoli oggetti, che portiamo sempre con noi, e ai quali non diamo mai troppa importanza, ci sentiamo sperduti. Piccoli oggetti che cambiano per ognuno di noi, ma che ‘fanno’ ognuno di noi. E che fanno ognuno di noi anche per gli altri. E poi c’è Parigi, che riesce sempre ad affascinare, luogo ideale di amori sognanti, e incontri magici. E ci sono tanti scrittori che vengono citati e nominati (Poe, Baudelaire, Prévert, Proust, Nothomb…), Modiano fa addirittura parte dei personaggi… Laurent è un libraio, è colto, ce lo fa capire, e a noi lettori questa cosa piace sempre.

Una storia molto dolce, leggera, a tratti ingenua. Con un tocco malinconico e un po’ sognante. E per questo, non ci sembra strano che un uomo abbia sentito la necessità di ritrovare una donna solo grazie al contenuto della sua borsetta e che si sia introdotto in casa sua e nella sua vita in maniera  non proprio ortodossa. Anzi, siamo lì che non chiudiamo il libro fino all’ultima pagina, perché siamo curiosi di capire come andrà a finire. Vogliamo un lieto fine per questi personaggi così tranquilli, per niente esuberanti, normali e anche un bel po’ maltrattati dalla vita.

È che abbiamo bisogno di libri come questi, dove si parla dell’amore, con leggerezza, di come nasce e delle cose strane che ci fa fare. Ogni tanto abbiamo bisogno di sognare, perché fa proprio bene.

mipiace

Ti potrebbero piacere anche questi:

Comments

comments

Rispondi