Jayber Crow di Wendell Berry

Jayber Crow non è uno di quei libri che solitamente mi piacciono e mi conquistano. Eppure, in un certo senso, lo ha fatto. Bello lungo, con una trama apparentemente banale, con pagine apparentemente noiose e altre, invece, intensissime. È un libro che nonostante la pacatezza del narratore e protagonista, racconta con chiarezza cosa succede quando il progresso si scontra col passato; la natura, che coi suoi tempi, regna sovrana; la fede e il rapporto con Dio e di come cambia nel corso di una vita; le dinamiche dei rapporti umani, nel bene e nel male. È un libro che mi ha fatto anche un po’ incazzare (spiego dopo perché), ma allo stesso tempo mi ha fatto venire voglia di andare in un bosco, sdraiarmi lì e non fare niente tranne che stare ferma e immobile per qualche tempo a cercare di trovare quel legame con la terra che non ho mai avuto. Sensazioni contraddittorie, lo so, ma d’altronde 500 pagine non possono essere statiche.

Jayber Crow

Ma di cosa parla il libro? Come scritto in copertina è la “storia della vita di Jayber Crow, barbiere, membro della comunità di Port William, scritta da lui medesimo”. Jayber è stato il barbiere di Port William per oltre trent’anni e tutta la comunità è passata da lui, e le loro storie, e i loro dolori, e le loro stranezze, amori, tormenti, pazzie. E come sono passati loro così è passato il tempo, che ha portato il progresso, che ha distrutto e ricostruito equilibri; che ha fatto il suo lavoro, insomma. E protagonista del libro è anche il territorio, la natura di Port William, i campi, il fiume; territorio che subisce il progresso così come la comunità.

E Jayber, con il suo sguardo sensibile, la sua riservatezza, le sue decisioni, più o meno discutibili, narra tutto, narra se stesso e Port William, in una storia che se finisce per gli uomini, evolve per l’intera comunità che poi continuerà a essere raccontata in altri due libri scritti da Wendell Berry.

Una parte di me si è arrabbiata per la ‘passività’ di Jayber che, sostanzialmente, sembra non lottare per ottenere quello che vuole: l’amore della sua vita, per esempio. Un po’ perplessa mi hanno lasciata anche le pagine in cui si parla con una nota di amarezza del progresso; sarà che sono una persona alla quale il progresso piace, quando ha senso, e voglio pensare che certe cose, sì, cambiano, ma non per forza in male. Un’altra parte di me però ha provato a capire, senza giudicare: come ha fatto Jayber per tutta la sua vita. Perché alcune pagine di questo libro sono veramente meravigliose. E ho capito. Ho capito non tanto le scelte, quanto i sentimenti: l’amore, l’amicizia, l’abbandonarsi allo scorrere del fiume ed entrare in contatto con il mondo intorno. Ho capito che vivere felici e in pace con se stessi e i luoghi che ci circondano significa anche accettare, non sgomitare, respirare; amare, anche senza dirlo, ma farlo.

Non so se leggerò gli altri due libri, almeno non subito, ma, come dico sempre, se un libro lascia qualcosa, allora ha lavorato bene. E Jayber Crow mi ha dato da riflettere per un bel po’.

Un libro per chi ha bisogno di fermarsi un po’; per chi pensa che l’amore sia ‘oltre’. Per chi ama sedersi e guardare il fiume che scorre per prenderne le energie e continuare a vivere, serenamente.

Jayber Crow

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4 commenti su “Jayber Crow di Wendell Berry

  1. Con il senno di poi, forse dei tre romanzi di Wendell Berry pubblicati in Italia finora, Jayber Crow è quello che mi è piaciuto meno.
    Ho apprezzato tantissimo quel senso di quiete, di serenità, di semplicità, di sapersi accontentare che pervade un po’ tutto il libro, pur percependo a volte la stessa cosa che hai percepito tu, un po’ di stanchezza, un po’ di noia a volte.
    Libri da leggere comunque, senza ombra di dubbio 🙂

  2. Non mi pento di averlo letto, infatti. Un libro a modo suo importantissimo. Certe volte avrei voluto tirarlo via dalla finestra, ma ci sta anche quello. 🙂

  3. Hai ragione Angela, è un libro con sensazioni molto diverse al suo interno. Non sono d’accordo solo sulla “conquista” dell’amore del protagonista, del suo non aver lottato abbastanza: è proprio quella la cosa più bella, la magia di Jayber. Rimanere fedeli a una donna, amarla senza aver niente in cambio. Amore platonico livello 10 🙂
    Comunque io alle mie amiche consiglio di leggere sempre Hannah Coutler (che preferisco nettamente e che mi ha emozionato a ogni pagina). Il mio ragazzo invece preferisce Jayber. Curioso no? 🙂

  4. No, non è curioso… avete qualcosa di cui parlare. Ed è sempre bello. Sarà il punto di vista “maschile”… 🙂

    Prenderò in considerazione anche Hannah Coutler.

    Per quanto riguarda l’amore, infatti ho cercato di capire le sue scelte… grande stima, perché io non ci riuscirei.
    Sarà che sono toro, ma io e il platonico viviamo su due pianeti completamente diversi. 🙂

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