Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman

il corpo che vuoi

Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman, edito da Edizioni Black Coffee e tradotto da Sara Reggiani, ‘narra’ le vicende di A, B e C in un mondo che sembra non avere né tempo né spazio.
A, mangia solo ghiaccioli, arance ed è ossessionata dalle Kandy Kake, delle merendine chimiche le cui pubblicità ricordano molto le avventure di Willy il Coyote, si ‘abbuffa’ di tv e di reality, col suo ragazzo C. Passa le giornate a spiare la famiglia dall’altro lato della strada e a preoccuparsi e a scappare da B, la sua coinquilina, che praticamente a un certo punto diventa la sua ombra: tenta di essere come lei, invadendo completamente i suoi spazi, le sue forme, il suo corpo.
A vive costantemente una battaglia con se stessa su quello che è, su quello che è per gli altri e su come dovrebbe essere e sull’intero significato della sua vita.
Intanto, uno strano fenomeno si sta sviluppando: le persone scompaiono, soprattutto padri di famiglia. Così, dal giorno alla notte.

Il vero protagonista di questo libro, però, è il corpo, e la sua carne. Di come debba rispondere alle aspettative che il mondo intorno a noi gli impone, di come venga fagocitato dalle apparenze. Tanto da far scomparire completamente anche l’identità. Prima a scomparire sono i nomi, che già sono una parte importantissima di noi stessi e poi, andando avanti nel racconto, anche l’esteriore: tutti diventano fantasmi. Con tanto di lenzuolo coi buchi solo per gli occhi. La carne, invece, da quella umana a quella dei vitelli che Michael, un’altra ossessione ‘televisiva’ di A, cerca di proteggere, è onnipresente. Le deformazioni della faccia, le descrizioni del buio che un corpo custodisce dentro, le metamorfosi, e così via…

A essere messi in discussione, a un certo punto, sono anche i ruoli ‘preimpostati’  della società: scompaiono i padri, scompare una famiglia, nei reality di cui A si nutre le coppie sono obbligate a separarsi perché non si riconoscono dal corpo… Le cose che sembrano normali vengono rovesciate e sei lì che ti chiedi: ma è vero? È proprio così?

Ammetto che non so se sono capace di raccontarvi altro di questo romanzo che ho letto grazie a Edizioni Black Coffee, casa editrice neonata che, visto questo primo libro, promette buone cose. Leggere Il corpo che vuoi è stato difficile, non perché brutto, anzi, esattamente il contrario. Non è esattamente una boccata di aria fresca, è un libro che mette sul piatto delle questioni fondamentali: l’apparenza, l’alimentazione, l’identità, a tratti è inquietante, ma è molto bello, se siete pronti a immergervi in una lettura che comunque vi lascerà con qualcosa in più. Perché anche gli interrogativi arricchiscono.
L’ho iniziato lentamente, la tentazione di mollare è stata forte tante volte, ho capito fin da subito che sarebbe stata una lettura intensa, poi però, dopo giorni di incertezza l’ho finito in poche ore, perché avevo la necessità di capire.

L’ho capito? Non lo so. So solo che Stefania D’Amore, per Linkiesta, parlando de Il corpo che vuoi, ha detto che questo romanzo sembra una puntata di Black Mirror. E mai definizione fu più adatta.
Per chi le ha viste: come vi sentite quando la puntata finisce? Un po’ confusi, un po’ “inquietati”, ma con tanta buona volontà. Vero?
Ecco, mi sono sentita nello stesso modo alla fine del libro. Se la Kleeman ha ragione nel raccontare questo mondo così ‘distorto’ allora dobbiamo fare qualcosa per rimettere le cose a posto. Se un ‘a posto’ c’è.

Non è un libro per tutti. Tra le mie conoscenze di lettori io finora ho individuato poche persone potrebbero capirlo.
È un libro per chi non si sente ‘visto’, per chi con il proprio corpo ha un conflitto perenne, tale da far perdere il contatto con la realtà. Per chi giudica tutto, prima di tutto, dall’apparenza.
È un libro doloroso. Ma per me ne è valsa la pena.

2 commenti su “Il corpo che vuoi di Alexandra Kleeman

  1. Ciao Angela!
    Il libro è sullo scaffale che mi aspetta: recensioni come questa fanno sì che il libro conquisti posizioni per essere letto il prima possibile!

    Claudia

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