I puntini di sospensione

puntini sospensione

I puntini di sospensione sono uno dei miei segni di punteggiatura preferiti.
Li uso tantissimo. Male.

Li metto quasi sempre in chiusura, da soli. In realtà nella maggior parte dei casi si usano attaccati alla parola che li precede e sono seguiti sempre da uno spazio. E l’iniziale della prima parola che li segue dovrebbe essere maiuscola.

E, anche se lo ripeterò dopo, vi anticipo già una cosa importantissima:

I puntini di sospensione sono sempre tre.

E sono veramente un segno di interpunzione super abusato, perché, in questa lingua che cambia e che è sempre più parlata, i puntini di sospensione ben rappresentano anche le pause, le perplessità, le sospensioni, appunto, di quello che scriviamo proprio come se lo stessimo dicendo ad alta voce.

A che cosa servono i puntini di sospensione?

Treccani ci dice che:

“I puntini di sospensione si usano per segnalare che il discorso viene sospeso, in genere per imbarazzo, per titubanza o per allusività.

Non dovrei essere io a dirtelo, però secondo me…

Rosso di sera, bel tempo…

Come già detto, gli errori comunissimi che tanti fanno di questo segno d’interpunzione sono:

abuso spietato, mettendoli a caso anche quando non sono veramente necessari;

oppure, magari mettendoli al momento giusto ma usandone troppi.

Ripetiamo tutti insieme che i puntini di sospensione sono sempre tre.
Non due, non quattro, non file infinite. Solo e sempre tre.

Quando ne vedo due non penso mai alla sospensione, la prima cosa che mi viene in mente è “refuso”. Forse lo scrivente voleva mettere un punto e gliene sono scappati due?

Quando ne vedo più di tre… ma perché?
Sono tre e sono belli così come sono. Fidatevi.

Tre, solo tre. E nei contesti di cui sopra oppure, per completezza di informazione, in quelli che seguono.

Tutti gli usi dei puntini di sospensione

 

  • Le pause della lingua parlata. Quando vogliamo scrivere ‘parlando’, sono i nostri più preziosi alleati.

 

Ehm… Scusi… Potrebbe passarmi quel libro che io non ci arrivo?

 

  • Per riprendere un discorso che avevamo interrotto.

 

Ciao Giulio… prima è caduta la linea, mi richiami?

 

  • Per fare giochi di parole.

 

Il gas è… gassoso

 

  • Tra parentesi quadre per segnalare, nelle citazioni di altri testi, che abbiamo omesso qualche pezzo.

 

Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo imprevisto, insperato rientro dalla lontana, tragica Roma fra le settemplici maglie tedesche. […] Aleggiava da sempre intorno a Johnny una vaga, gratuita, ma pleased and pleasing reputazione d’impraticità, di testa fra le nubi, di letteratura in vita… (da Il partigiano Johnny, Beppe Fenoglio)

 

Insomma, un segno di punteggiatura che ha le le sue poche regole precise, che è molto bello da vedere, soprattutto se è formato da tre puntini. Tre puntini e basta. E se volete ve lo ripeto anche qualche altra volta.

E no, non vanno usati come sostituti delle virgole, come spesso vedo sui social network!

… Perché lo sapete come si usano le virgole, vero?

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1 commento su “I puntini di sospensione

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