Cupidix di Paolo Pasi

Carlo si innamora e… poi si annoia subito. Ada non riesce a dimenticare Carlo. Giovanni pensa di poter fare senza amore. L’azienda farmaceutica per la quale lavora Giovanni nel frattempo mette a punto una pillola miracolosa, la Cupidix, una pillola che oltre a farti innamorare, ti fa rimanere tale. Poi però si scopre che a rimanere immuni da questa pillola sono le persone che hanno dei traumi sentimentali irrisolti e allora si inventano Disamor, la pillola che fa guarire dal mal d’amore.
E poi l’anarchia. Perché le persone che hanno sempre i sintomi iniziali dell’innamoramento sono distratte, volatili, non restano comunque fedeli, ma trascinano quelle attenzioni da una persona all’altra con grande leggerezza. Nessuno litiga più, ma cala la produttività perché alla gente semplicemente “non importa”, la società, in pratica, si ferma. Si muovono studiosi per capire il fenomeno e si vive in due gruppi: quelli che ne diventano dipendenti e poi tutta la schiera di persone escluse che protestano, accusano.
E allora tocca correre ai ripari con un’altra pillola… e così via.

Cupidix

Cupidix di Paolo Pasi, Edizioni Spartaco, è un libro che non parla d’amore, ma “dell’idea dell’amore”, della passione, dell’adrenalina. Un libro che parla dell’immaturità sentimentale che si manifesta in molti modi e per la quale, purtroppo, non c’è cura, se non amare davvero. Cupidix ci dice che non esiste una via facile e che le persone sono “difficili”, ognuna a suo modo. Relazionarsi, innamorarsi e poi amare sono processi che non si automatizzano e che snervano pure un po’, ma, si sa, noi non smetteremo mai di provarci, perché poi l’amore, comunque lo si intenda, accettato, non capito o rifiutato, è una delle fondamenta della nostra vita.

Mi è piaciuto Cupidix perché molto lucidamente, in poche pagine, ci spiega che l’amore per una persona o ce l’hai o non ce l’hai. E proprio nessuna pillola ti aiuterà a risolvere il dramma della mancanza di coraggio ad ammettere l’una o l’altra cosa. Nessuna trovata marketing risolverà il ‘problema’, nessun tavolo di lavoro tra esperti. Dimenticare poi è impossibile.

Questo è un libro per chi ha paura di guardarsi sinceramente dentro, di accettarsi, accettare, e di impegnarsi a lungo termine e… anche per chi lo fa troppo facilmente. Per chi pensa che le soluzioni più facili siano sempre anche le migliori.

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