Caro scrittore in erba… e Caro lettore in erba… di Gianluca Mercadante

Gianluca Mercadante

Caro scrittore in erba… e Caro lettore in erba… di Gianluca Mercadante, editi da Las Vegas edizioni, sono due libricini, molto brevi, molto diretti e anche molto comodi da portare con sé, nei quali lo scrittore parla col cuore in mano ad aspiranti scrittori e a lettori poco esperti (anche se su questo punto avrei da ridire).

In Caro scrittore in erba…, Mercadante, attraverso le sue a volte esilaranti, a volte irritanti, a volte surreali vicende ‘editoriali’, ci racconta cosa significa essere scrittore, di cosa spinge a farlo e quali sono i mostri, dopo che hai scritto la tua storia, contro i quali combattere: editori poco seri, agenti che manco vi dico, problemi di comprensione/comunicazione vari, rivalità, ecc. ecc.
Si parte però da una cosa fondamentale “un libro non si pubblica, un libro si scrive”, quindi se hai una storia, bene. Se te la senti, vai e affronta l’inferno.
Il tono di Mercadante è diretto e certe volte fin troppo disilluso. Sembra che abbia preso il peggio del peggio e ce lo abbia voluto lanciare in faccia. Io, che scrittrice non ho mai voluto essere (scrittrice nel senso ‘mi siedo e scrivo un libro’), son rimasta un po’ perplessa da tutta questa negatività. Per fortuna che alla fine esorta il caro scrittore in erba a sbucciarsi le ginocchia e a vivere e poi a “scriverla” questa vita. Sempre per qualcuno, però, ché a scrivere per se stessi non si va da nessuna parte.

Con Caro lettore in erba… mi sono sentita molto più a mio agio. Chiariamo subito che, anche se l’autore chiama il suo lettore/destinatario “in erba”, secondo me il libro è meglio ‘gestibile’ da chi lettore lo è già. Mi succede spesso di consigliare a non-lettori, su loro richiesta, un libro da cui iniziare e non consiglierei mai Caro lettore in erba…; prima l’aspirante lettore deve sporcarsi un po’ le mani, deve scoprire il piacere delle storie scritte, delle vite nelle vite che può vivere attraverso la lettura (scusate per la troppa ‘vita’), dei viaggi fantasiosi che può fare. Se già pensiamo a una guida per i lettori, siamo i primi a considerare la lettura non un piacere e una cosa che non è né obbligo, né ricetta medica. Ma d’altronde, Mercadante, raccontando l’episodio di come ha avuto il suo primo libro, ha dimostrato che molto probabilmente la pensa come me.
Caro lettore in erba… però per me è stato utile, perché mette insieme e in ordine cose che chi legge tanto, più della media, sa ma che non sta lì a elencare. Si parla di generi letterari, di cliché. Si ride e si fa ironia su noi poveri lettori fissati e bistrattati. Si parla dei personaggi, che dopo un po’ diventano fin troppo veri. Certi passi sono davvero divertenti, come il dialogo di Anonima personaggi, dove i protagonisti dei classici,  che secondo alcuni nessuno legge più, si lasciano andare in un dialogo esilarante. Si parla di passioni e si parla del potere della lettura, che, in ogni caso, oltre a riempire il nostro vocabolario, ci rende esseri pensanti e liberi. Si parla della bellezza delle storie, che finché ci sarà vita ci saranno sempre. E si parla agli editori, che dovrebbero andarli a cercare i veri o potenziali lettori, parlare con loro, conoscerli e scoprirli, per offrire loro davvero quello che vogliono.

Gianluca Mercadante non risparmia nessuno. Usa i cliché, l’ironia, il sarcasmo, il cinismo per andare dritto al punto, in entrambi i volumetti. Usa le stesse tecniche che troviamo nei libri: sia quelli costruiti a tavolino perché “ora va di moda”, sia nei capolavori, nei libri che sempre vale la pena leggere. Certe volte può sembrare un po’ antipatico, ma io credo fermamente nel proverbio “chi ti vuole bene ti fa piangere” e quindi non mi ha spaventata.
Cosa ho percepito però sopra tutto? La sua passione, sia come scrittore che come lettore. Ed è sempre bello quando si può leggere la passione di qualcun altro, c’è sempre qualcosa da prendere.

Questi due brevi ‘saggi’ sono stati una lettura utilissima e non è necessario scriverci su un altro saggio. Se siete aspiranti scrittori o lettori, potrebbe farvi bene averli in libreria.

Caro lettore in erba

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