Come si scrive. Al di là dell’aldilà

aldilà

È il 2 novembre, giorno dei morti… ed eccomi con un brevissimo post a tema: vi parlo dell’aldilà.

No, mi è uscita male, non saprei cosa dirvi sull’oltretomba, però so cosa dirvi sulla parola “aldilà”.

Si tratta di un sostantivo maschile ed è la forma univerbata (scritta senza spazi) di “al di là” e col tempo ha assunto il significato di “oltretomba, vita dopo la morte”. E si usa scritto così SOLO in questo caso.

“Al di là“, invece, con gli spazi, è una locuzione avverbiale o preposizionale. Significa che usiamo un gruppo di parole come un unico avverbio o una preposizione.

“Al di là del confine”, “Al di là di quello che provo per te”, ecc. ecc.

Se scriviamo “aldilà” senza spazi intendiamo quindi l’oltretomba, stiamo parlando dei morti.
E, a meno che non stiamo scrivendo un racconto horror o qualcosa sul tema ‘morte’, non la stiamo usando bene. Se stiamo postando su facebook che parla della vostra giornata (senza morti) o stiamo mandando una mail al capo (che non desiderate vedere morto) o una scheda editoriale di un libro che non c’entra niente con l’oltretomba, gli spazi devono esserci. Al di là di quello che avete sempre pensato.

Qui ne parla Treccani e qui la Crusca chiarisce un po’ di dubbi sulla scrittura unita o separata di congiunzioni, avverbi, locuzioni avverbiali e preposizionali.

E buon 2 novembre.

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