Al buio di Carlotta Borasio e Andrea Malabaila

al buio

Carlotta e Andrea sono a una festa di paese. Quello dove è nata Carlotta, prima di andare in città. Dove è cresciuta prima di Andrea, prima di sposarsi.

Presi tra la diversità delle loro origini, vecchi incontri e gelosie, discutono, litigano, e si punzecchiano, anche con molta ‘spigolosità” perché le coppie felici, in molti casi, fanno così.
Poi, mentre si sono allontanati un attimo, salta la corrente e improvvisamente, nel bel mezzo di tante persone, si ritrovano soli, al buio.
Tra le urla si parla anche di un malore, una tragedia… un morto!

Cosa succede nelle menti, e anche nei cuori, di Carlotta e Andrea quando si ritrovano al buio, circondati da persone urlanti, ma soli senza sapere dove sia l’altro?

Panico, ansia, mille pensieri bruttissimi e un’unica grande domanda: come reagireste alla scomparsa della persona che amate? Cosa fareste quando sapete che è vicinissima ma in realtà, nel buio, è lontanissima e non potete stare insieme, accertarvi che stia bene, né fare niente per proteggerla?

Con una serie di avvertenze sull’esperimento a quattro mani di Carlotta Borasio e Andrea Malabaila, che ci raccontano a turno questa storia dai loro rispettivi punti di vista (si sono ispirati alla serie The Affair), Al buio, edito da Intermezzi Editore, è un “facciamo finta che”.

Ho conosciuto Andrea e Carlotta prima come gli editori di Las Vegas edizioni e poi come autori per Intermezzi Editore, e devo dire che mi hanno piacevolmente sorpresa anche in veste di scrittori.
La loro scrittura è diversa ma in entrambi i casi è molto semplice e fresca. In queste poche pagine poi ho avvertito una vera e propria purezza nello scrivere e parlare dei sentimenti. Anche quelli brutti e negativi, quando si ha il coraggio, e l’abilità, di parlarne in modo che tutti possano capirli, per poi scoprire che li viviamo costantemente così pure noi, che non siano protagonisti di un racconto.

Da questa lettura è emersa anche un po’ di destabilizzazione, però: risucchiata dai pensieri dei due protagonisti, dalle loro reazioni, è finita che del presunto morto non me n’è fregato proprio niente. Era questo uno degli obiettivi degli autori?
E, poi, avvertenza sulle avvertenze: l’ultima è un vero e proprio colpo di scena, che destabilizza ancora di più!

Ho letto Al buio un’oretta in un giorno in cui internet si è rotto. E, mentre ero anche io al buio, in un certo senso, perché non potevo lavorare, ho vissuto per un po’ questo blackout con loro, leggendo le avvertenze che l’editore mette all’inizio e alla fine per prepararci al racconto e immedesimandomi. Molto.

Una lettura velocissima, che però appassiona.
Per tutti, anche per chi è sempre di fretta e non ha tempo per leggere, perché si legge subito, e per chi ha bisogno di semplicità. Che non è stupidità.

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