After you – Jojo Moyes

After you è uscito in inglese il 24 settembre e non ho ben capito quando uscirà in Italia, dato il successo che ha avuto Io prima di te non credo che ci siano dubbi sulla pubblicazione nella nostra lingua, o almeno lo spero. Ho deciso di leggerlo in inglese per esercitarmi e perché, semplicemente, non potevo aspettare.

After you Jojo Moyes

Alla fine di Me before you (Io prima di te), avevamo lasciato un’inconsolabile Lou seduta in un caffè di Parigi, come aveva indicato Will, con la sua lettera in cui le dice: “Just live well. Just live. Love. Will” (“Vivi bene. Semplicemente, vivi. Con amore. Will”). Ed ero inconsolabile anche io. Dopo aver letto After you, ho preso Io prima di te e l’ho riletto velocemente, per avere chiare alcune cose e per parlavi meglio di After you, e la perdita di Will si è fatta ancora sentire ma non per Lou, lei se la caverà, ma per il meraviglioso personaggio che era e che è (i personaggi sono immortali, no?).

Avevo un po’ paura di After you, perché non volevo che la Moyes, spinta dai fan ‘romantici’, avesse voluto mettere una pezza banale all’intera faccenda. Perché è stata proprio la mancanza di banalità che mi ha conquistata in Io prima di te. Ho sempre confessato che quando l’ho letto pensavo di trovarmi davanti a un romance da leggere per passare il tempo in leggerezza. Invece, leggi che ti leggi, è diventato uno dei miei libri preferiti. Semplicemente per quello che è: la storia di una ragazza che ha messo la sua vita in standby, alla quale accadono delle cose, incontra un tetraplegico che vuole morire, si innamora di lui; lui è uno che è abituato a vivere ed è per questo che si rifiuta di farlo nelle condizioni in cui è. Ne consegue che la vita di Lou cambia completamente. Non solo dramma e pagine strappalacrime, è stato anche divertente leggere Io prima di te, perché la Moyes è una scrittrice molto brava, che ti lega alla pagina, ma che non scrive una storiella d’amore banale: nessuna guarigione miracolosa; Will morirà, per sua scelta, e Lou avrà imparato a vivere.

O no?

A quanto pare no, perché all’inizio di After you, diciotto mesi dopo la morte di Will, Lou vive a Londra in un appartamento comprato coi soldi che le ha lasciato l’uomo. E non ha fatto niente di particolarmente avventuroso. È stata a Parigi per un po’, per accontentare Will, ma poi è finita a fare la cameriera in un bar dell’aeroporto. Triste e ancora inconsolabile che dice al cielo: ”Fuck you, Will. Fuck you for leaving me”.
E poi le succedono tutta una serie di cose. Di nuovo. Cose strane. Cose che le faranno sentire ancora la mancanza di Will. Cose che la faranno arrabbiare perché lei avrà sempre la convinzione che Will ha fatto quello che ha fatto perché non l’amava abbastanza. Ma se lui avesse saputo…  E non ve lo posso dire perché rivelerei troppo.

After you, Me before you

After you parla della ripresa di Lou, di come ricomincia a vivere, magari senza fare le cose avventurose che le chiedeva di fare Will, ma fare “qualcosa”, occuparsi di qualcosa, prendersi delle responsabilità. Cominciare a divertirsi e lasciarsi andare, di nuovo, all’amore. Il tutto circondata dalla sua strana famiglia e da nuovi strani personaggi.
I genitori di Lou stanno attraversando la loro ‘crisi’ nella quale tutte le coppie di mezza età potranno ritrovarsi. Treena, la sorella, è sempre lei, intelligentissima, impegnatissima e alle prese con la ricostruzione della sua vita; sarebbe molto bello se la Moyes ci regalasse anche la sua storia prima o poi… Mr Traynor è andato avanti con la sua vita, ma resta comunque un personaggio un po’ codardo e svampito e Mrs Traynor invece, come Lou, è ancora lì a struggersi nel ricordo e nel rimorso per Will. Poi arriva Lou con “la bomba” della quale non voglio parlare e Mrs Traynor ci sorprenderà! Ci sono dei personaggi nuovi. C’è la giovane Lily, che con tutto il suo bagaglio adolescenziale, sconvolge la vita di tutti, c’è il gruppo di autoaiuto dove Lou va per riprendersi dal lutto, sono personaggi esilaranti, umani, che affrontano le loro perdite come meglio sanno fare e che aiutano tanto Lou, che si rende conto di non essere la sola a non riuscire a venirne a capo. E poi c’è Sam.
Ecco. Se la Moyes avesse ridotto tutto After you a Sam, ne sarei rimasta troppo delusa. Quello sì, sarebbe stato banale. Come ho detto all’inizio, sarebbe stato come metterci una pezza. Sam è un personaggio importante, ma non il più importante; la loro storia subirà un bel po’ di scossoni, e per Sam sarà difficilissimo competere con il fantasma di un Will pressoché perfetto nella mente e nel cuore di Lou. Ci saranno dei bei momenti, altri meno, e per Lou riamare sarà tutta una strada in salita, ma, ripeto, non è questa la faccenda importante di tutto il libro. La cosa importante è che Lou viva; come le ha chiesto di fare Will. Farà delle scelte coraggiose, non decise dall’amore per un uomo, crescerà e, finalmente, salterà, lascerà il suo posticino comodo. Per quanto riguarda Sam… leggerete e vedrete e forse vi farà sentire un po’ meno la mancanza di Will.

Non sono stata delusa da questa lettura in lingua originale dettata dall’impazienza. Jojo Moyes è una scrittrice molto brava: è ironica, è intelligente e dall’inglese tutte queste qualità emergono ancora meglio. Io, che non sono una super cima con l’inglese, ho trovato la lettura molto scorrevole, quindi, secondo me, se siete curiosi anche voi di sapere cosa ne sarà di Lou e non volete aspettare la traduzione italiana, potete correre il rischio.
Altrimenti, sappiate che After you merita l’attesa. È un buon seguito, con colpi di scena azzeccati, con il giusto di livello di romance, pagine divertenti e tanta tanta umanità. Ci rassegneremo alla perdita di Will che, in fondo, ha scelto di morire e a Lou, anche se ci mette un po’ a capirlo, non resta altro che vivere. E la Moyes con questo seguito secondo me accontenta tutti e, soprattutto, Will che no, state tranquilli, non verrà mai dimenticato. Lui è lo “you” del libro, non ci sono dubbi su questo.

Per chi ha amato Io prima di te e per chi, se non lo ha letto, ha bisogno di storie che mettano un po’ in disordine i posticini comodi nei quali ci siamo relegati per paura di vivere.

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