Un 2016 di libri. La mia lista

libri 2016

Sì, ci sono cascata anche io e sto per propinarvi la mia ‘lista’ di libri!
(risata diabolica)

Ogni libro mi dà qualcosa, ma, si sa, ce ne sono alcuni che lasciano di più il segno e quindi in questo post ci saranno alcuni libri, tra quelli di cui ho scritto nel 2016, ai quali sono più affezionata e che vi consiglierei se per caso mi incontrate e mi chiedete: “Angela, hai qualche libro da suggerirmi?”.

Poi fate voi… lettori si diventa, ma a ognuno i suoi modi e i suoi tempi.

Sia chiaro anche che è stato difficilissimo scegliere cosa inserire in questo ‘riepilogo’… e che comunque qui trovate tutti i libri, molti bellissimi che non sono finiti in questa lista, di cui ho scritto quest’anno!

Comincio con un libro che in realtà ho letto e recensito a fine 2015, ma che mi è proprio rimasto nel cuore.

Capodanno da mia madre di Alejandro Palomas.
È un libro con pagine divertentissime e altre molto tristi. Un libro tenero e però anche spietato nella semplicità con la quale racconta le dinamiche comuni a molte famiglie: dipendenze, indipendenze, solitudini, segreti, recriminazioni, complicità. È un libro che disegna dei personaggi molto belli.
Un libro per chi ha perso qualcuno, in qualsiasi modo, e che poi però, girandosi dall’altro lato, ha visto che comunque non era solo a sostenere il dolore di quella perdita. E, soprattutto, un libro per chi ancora non lo ha capito come si fa ‘famiglia’.

Il primo libro del 2016 che porto con me è Last days of California di Mary Miller
Jess ha quattordici anni ed è in viaggio, dall’Alabama alla California, perché il mondo sta per finire. Suo padre crede nella Seconda Venuta e ha deciso di prendere la sua famiglia e trascinarla da un lato all’altro degli Stati Uniti per aspettare l’evento e nel frattempo convertire più persone possibili. Per Jess, questo viaggio fino alla fine del mondo è un viaggio di formazione, disillusione, consapevolezza e crescita.
Questo è un libro per chi pensa alla ‘fine del mondo’ come un’opportunità. Un libro per chi ha bisogno di ricominciare, perché non c’è niente di meglio che passare da una fine del mondo, viaggiando attraverso la grande America, per farlo.

Con Amori, crimini e una torta al cioccolato di Sally Andrew andiamo dritti in Sudafrica a conoscere Tannie Marie, una cuoca bravissima, vedova, piccola, morbida nei punti giusti e dice di ‘stare bene così’, che si ritrova a tenere una “rubrica del cuore”.
Un libro leggero, ma non superficiale, intelligente ma non pesante. Con un pizzico di romanticismo e di suspense che ogni tanto non guastano. Un libro che potrebbe essere usato per convincere qualche amica (ma anche cugina, sorella, mamma e zia) non lettrice a tentare l’esperimento lettura. È una boccata d’aria fresca che fa fare un viaggio coloratissimo nel Sudafrica, tra le persone e il cibo.
Insomma, se un libro lascia sensazioni positive, la voglia di viaggiare, di cucinare e mangiare, e di amare, è sempre un libro che merita di essere letto.

E poi… cosa dire ancora sulla Trilogia di Holt di Kent Haruf?
Quest’anno sono andata a Holt, ho letto Benedizione, Canto della pianura e Crepuscolo. Ho amato i libri, mi sono affezionata ai personaggi, ho provato delle emozioni verissime, come solo pochissimi libri sanno dare.
Nelle pagine di Haruf, oltre ai paesaggi sterminati e all’America, c’è sempre fiducia e speranza. Haruf racconta le cose brutte e poi le cose belle, così come sono, senza retorica, in quei particolari che fanno le nostre giornate normali e che non te lo dice con i lieto fine zuccherosi, o scene memorabili, proprio no. Particolari anche crudi, ma appunto normali. E alla fine metti tutto sulla bilancia e capisci, fai i conti nudi e crudi e il risultato è sempre “fiducia”. In se stessi e negli altri.
Sì, dei libri veramente bellissimi e scusate se ‘bellissimi’ è una parola troppo semplice.

Il Porto proibito di Teresa Radice e Stefano Turconi è un graphic novel e per me è stato così importante che mi ha ispirato un tatuaggio. Sì, avete letto bene…
L’ho recensito a quattro mani con mio cugino Luigi e ogni tanto continuo a rileggere dei pezzi.
Il Porto Proibito è un’esperienza, è un vero e proprio viaggio, in un mare avverso e in tempesta. E in un viaggio, si sa, ci sono infinite sfaccettature. In questo graphic novel vaghiamo tra letteratura, religione e tradizioni marinaresche. E riflettiamo sulla vita, sulla morte e se c’è ancora qualcuno che pensa che i “fumetti” siano un genere minore, allora dovrebbero considerare i riferimenti e le citazioni culturali di cui è zeppo questo “libro”. Alcune meravigliose.
È per chi sogna terre misteriose, avventure e pericoli, un po’ di magia e amori travagliati, ma infiniti. Per chi comincia a battere i piedi appena sente ballate marinare. Per chi viaggia con la fantasia e colora le proprie giornate di poesia e vita.

Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati di Davide Bacchilega è stato il libro sorpresa. Un viaggio ironico, divertente e cinico.
Mi è piaciuto per l’ironia e l’humor. Si ride in questo libro. Nonostante ci siano morti una riga sì e una no. Mi è piaciuto, sì. Perché, come dico sempre, un libro che mi lascia col sorriso sulle labbra, il cuore che batte forte, e anche un po’ di irritazione, mi ha dato qualcosa.
E poi l’effetto sorpresa funziona sempre e anche perché io sono una romantica e mi piace leggere di chi per amore fa qualsiasi pazzia.
Consigliato, decisamente. A chi, come me, non conosce affatto la Romagna se non attraverso il sentito dire: un punto di vista diverso che la libera dai cliché. Per chi non conosce la parola tanatoprattore. E per chi, davanti a un mistero, aguzza le orecchie e mette in moto la curiosità.

E sì, non può mancare 7-7-2007 di Antonio Manzini. Rocco Schiavone quest’anno ha avuto un bel da fare tra fan e serie tv, ma questo libro qui era proprio necessario.
Il libro che spiega tutto, che mette a posto un po’ di cose e ci fa conoscere il Rocco con Marina, e le sue più profonde debolezze. Ci fa luce e ci prepara a quello che verrà dopo senza più troppi misteri. E non vedo l’ora.
Questo libro è per i fan di Schiavone. Non va letto senza aver letto prima tutti gli altri, mi raccomando!

E poi c’è La grazia del demolitore di Fabio Bartolomei, una storia d’amore fuori dal normale, una danza fatta a distanza, dice la quarta, nella quale Davide si accorge, a 34 anni suonati, che la sua vita di soldi, privilegi e cocktail in piscina è finita, perché poi alla fine tutto si riduce al volersi prendere cura di qualcuno. Io adoro Fabio Bartolomei. Lui è uno di quelli che ti scrive il senso della vita con stranezze, follie, paranoie, incidenti di percorso e nel frattempo ti fa morire dal ridere.
Questo è un libro che “sazia i polmoni”, come direbbe proprio Davide, il protagonista. Un libro che con freschezza e molta follia, ci fa guardare al mondo con un bel sorriso stampato in faccia. Per i sognatori, per quelli un po’ folli che non si fermano davanti a niente. Per chi ha voglia di innamorarsi senza pensarci troppo su. E per chi ama ed è amato. Sì, questo è un libro che io a Natale regalerei.

Non l’ho ancora finito e recensito, ma aggiungo a questa lista Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard, il primo libro della saga dei Cazalet. Lo sto amando. Una saga familiare che non mi sta annoiando, che mi sta facendo affezionare a tutti e che mi tiene ore incollata alle pagine. E di questi tempi, tra tutto quello che ho da fare, libri così sono importantissimi.
Ne parlerò, ma lo inserisco in questa lista perché ne vale veramente la pena.

La mia lista finisce qua, sperando che in qualche modo sia utile, perché leggere è facile, la cosa più difficile è trovare il libro giusto!
Ne approfitto anche per ringraziarvi tutti! Righevaghe quest’anno è cresciuto tantissimo e sì, ci ho lavorato molto, ma è grazie a voi, che continuate a darmi fiducia e che mi leggete e che, soprattutto di persona, mi date tanta soddisfazione e voglia di continuare, che sono ancora qui. E mi impegnerò ancora e ancora.
Per me, Angela, è stato un anno bellissimo, di scoperte e di crescita e di letture indimenticabili. E sono davvero contenta di averlo condiviso, almeno dal punto di vista ‘libresco’, con tutti voi.

Vi auguro un Natale magico e un 2017 di amore, non solo ricevuto, ma anche dato, che poi, ho imparato, certe volte è la cosa più importante.

La vostra righevaghe aka Angela.

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5 commenti su “Un 2016 di libri. La mia lista

  1. Non sarebbe stata una lista del 2016 senza Haruf. I Cazalet e Manzini è decisamente grazie a te che ho iniziato a leggerli! 🙂 Bacchilega è stato la rivelazione dell’anno!

  2. Uhu… questo commento proprio non me lo aspettavo! Grazie a voi per essere passati da qua e complimenti ancora per Il Porto proibito, c’è l’intera recensione da qualche parte nel blog.
    Per il tatuaggio sto aspettando di trovare il coraggio di mostrarlo al mondo intero. Però a voi posso dire che si tratta di una barca e di alcuni versi de Il porto di Antonia Pozzi. 🙂

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